Il respiro, una nuova educazione • Loredana Ghiotti
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Il respiro, una nuova educazione

Incontrare la qualità della respirazione è un’esperienza affascinante e complessa al tempo stesso.

Rieducare il respiro deve diventare l’atto vitale più importante della quotidianità, un atto che ha bisogno di un’attenzione particolare da parte di ogni singolo individuo.

Durante la giornata ricca di impegni, fermarsi per qualche minuto ad ascoltare come sta respirando il proprio corpo, significa “rallentare“. L’accesso cosciente all’ascolto di come si presenta il respiro spontaneo, aiuta a ritrovare quell’angolo di quiete, dove non c’è più bisogno di fare niente di pratico, ma semplicemente il lasciarsi andare a “sentire“  il respiro qui ed ora.

È altrettanto interessante poi imparare le varie tecniche respiratorie, proposte dalla disciplina Yogica, perché ci permettono di padroneggiare tutte quelle capacità che sono potenzialmente presenti in noi mettendoci in perfetta armonia con l’universo in cui viviamo. Tali tecniche infatti garantiscono il recupero e l’approvvigionamento di forza vitale, il Prana.

Il termine Prana deriva dalla radice pra-an, che significa respirare, inalare. In effetti indica proprio il soffio vitale, che pervade il corpo e l’anima, e dura fino a che dura la vita biologica svanendo allo svanire della stessa.

Il Prana è quella forza invisibile e potente presente in tutti gli esseri viventi, la forza che mantiene sano tutto il nostro mondo organico e psichico.

Fisiologia e Simbologia dell’atto respiratorio

 

La funzione respiratoria è formata da un insieme di organi e di strutture muscolari.

Grazie a questo complesso meccanismo viene assicurato lo scambio di gas tra sangue e aria e si compone di: naso, bocca, faringe, laringe, trachea, bronchi e polmoni. Sotto i polmoni è presente un muscolo, a forma di cupola, chiamato diaframma, che separa il torace dall’addome.

Tale struttura presenta un’apertura posteriore da cui passano l’esofago, l’aorta, la vena cava e il nervo frenico, che ne comanda il movimento.

Il diaframma entra così in gioco nel meccanismo respiratorio: durante l’inspiro si contrae e si abbassa, nell’espiro si rilascia e si alza.

L’anatomia del corpo umano ci insegna anche che le nostre cellule dipendono dal sangue per fare scorta di ossigeno, uno degli elementi fondamentali per l’esistenza della vita stessa.

Quando nelle arterie scorre un sangue povero di tale elemento, diminuisce la vitalità di miliardi di cellule.

Il nostro compito, quindi, è di assicurare loro l’alimentazione adeguata!

L’apporto di ossigeno è soltanto un aspetto della funzione respiratoria, che comprende anche il rigetto di anidride carbonica.

Le cellule, infatti, oltre a utilizzare la traspirazione, eliminano i loro rifiuti tossici attraverso il sangue, che andrà poi a purificarsi nei polmoni. È proprio all’interno di questi ultimi che avviene lo scambio gassoso tra ossigeno e anidride carbonica, tra sangue e aria.

I due bronchi principali, in cui si suddivide la trachea, si diramano in segmenti sempre più piccoli; tali segmenti creano, all’interno dei polmoni, milioni di cellette chiamate alveoli, e in tal modo aumentano la superficie di scambio respiratorio.

Dalla semplice descrizione della fisiologia dei polmoni, si può dedurre come gli stessi rappresentino una continua comunicazione con la vita biochimica dell’organismo, e di interrelazione con l’esistenza del singolo individuo.

Quando si nasce, infatti, è proprio il primo respiro a sancire la vera entrata nel mondo.

La nascita segna il passaggio dal mondo inconscio del liquido amniotico al mondo aereo, dove bisogna respirare per vivere.

Ogni attimo di vita successiva è scandito costantemente dall’inspiro e dall’espiro, e in tale modo inizia lo sviluppo della coscienza individuale.

 

…..una pelle più intima!!!

Il polmone alterna le due fasi respiratorie con sapienza, dandoci la possibilità di vivere biologicamente e di metterci in contatto anche con il mondo esterno.

Potrei dire che i polmoni rappresentano proprio una pelle più intima, in quanto i contatti e gli scambi con l’esterno avvengono di fatto in profondità, nella cavità toracica, un luogo che miscela emozioni e sentimenti insieme alle dinamiche biochimiche.

…valenze psichiche!!!

Per questo motivo il respiro non rappresenta solo l’atto biologico vitale ma si impregna anche di valenze psichiche, e su di esso si incentrano le espressioni fondamentali della nostra vita interiore:

il riso, il pianto, il sospiro, l’ansia, la rabbia e il dolore.

Tali emozioni, infatti, si esprimono con la partecipazione attiva del respiro, che diventa chiaramente un ponte con gli stati d’animo, ed esprime dunque l’ampiezza e la libertà del nostro essere.

Essere capaci di ridere, con il cuore e non solo con le labbra, disegna, ad esempio, una capacità respiratoria di grande benessere, significa godere di uno spazio vitale adeguato alle nostre esigenze.

Il pianto può essere una possibilità liberatoria, per esprimere una sofferenza o anche una gioia attesa da tempo. In questo caso la situazione interiore racconta proprio un respiro “singhiozzante” e a tratti, comunque incompleto.

Il sospiro indica il più delle volte il desiderio di mollare, di lasciare un’attenzione troppo pressante, o di stemperare un turbinio di pensieri ricchi di disagio. In tale situazione si cerca proprio di allungare l’espiro per permettere alla nostra anima di rilassarsi.

Una situazione di ansia, di rabbia o di dolore racconta un respiro superficiale: l’addome sembra avere la muscolatura bloccata e il movimento respiratorio è presente solo nella parte clavicolare. In tali momenti l’inspiro è proprio contratto e non ossigena adeguatamente, e l’espiro risulta troppo corto per riuscire ad eliminare tutta la tossicità fisica e psichica presente.

Sicuramente non abbiamo atteso lo Yoga per respirare. Tale disciplina ci spinge tuttavia a rivalutare l’arte del respiro, ci invita almeno a osservare come respiriamo e, se accettiamo la proposta, ci insegna anche come respirare correttamente.

In definitiva il respiro attende noi, la nostra buona volontà, il rispetto che diamo alla nostra esistenza e la nostra capacità di autostima.

Vi rimando agli articoli collegati, nei quali vengono descritte tre proposte di esercizi di Rieducazione respiratoria.