Respirazione completa volontaria • Loredana Ghiotti
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Respirazione completa volontaria

Il terzo esercizio permette di conoscere e praticare la Tecnica di Respirazione completa volontaria.

 

Questo esperienza prevede il mettere insieme le tre fasi respiratorie parziali, componendo un’unica respirazione.

A differenza dell’ascolto spontaneo delle respirazioni parziali, ora deve essere l’individuo a scegliere di utilizzare il proprio respiro in modo consapevole e attivo.

I tre movimenti, infatti, devono essere eseguiti in un’armonica progressione volontaria, pur rimanendo nettamente distinti e discernibili.

L’esercizio, semplice e adattabile a tutte le esigenze, ci racconta così che possiamo prendere per mano il nostro atto vitale e farlo diventare uno strumento di benessere quotidiano, da usare come prevenzione, o come sistema associato a terapie mediche, o a cure alternative di vario genere.

I benefici che derivano dall’uso cosciente del respiro completo sono molteplici, ma ne segnalo due che, a mio avviso, integrano tutti gli altri e sono:

la capacità di prevenire ed eliminare lo stress, uno dei mali maggiori del nostro tempo,

la possibilità di alzare le difese immunitarie, grazie all’aumento della forza vitale.

 

Prima di iniziare l’esperienza pratica ti ricordo che:

  • la respirazione addominale è provocata dall’appiattimento e dall’abbassamento del muscolo diaframmatico;
  • la respirazione toracica è realizzata dall’allargamento costale;
  • la respirazione clavicolare è determinata dal sollevamento della parte alta del torace, con la partecipazione delle clavicole, senza muovere i muscoli delle spalle.

 

Ora ti suggerisco di creare i presupposti corretti per realizzare questa tecnica.

Scegli una posizione comoda. Per trovare la stabilità ci sono vari metodi:

  • Puoi usare la tradizionale postura seduta a terra a gambe raccolte, con il bacino supportato da un cuscino, se il corpo è in discreta salute.
  • Se la tua schiena è fragile o dolente, puoi sederti su una sedia, a schienale dritto, e con i piedi appoggiati su un supporto, per la stabilità della colonna stessa.
  • Se soffri di ipertensione, o sei in uno stato di prostrazione fisica o psichica, utilizza una postura distesa a terra, supino, con le gambe ripiegate a “M”, e un cuscino morbido a sostegno della nuca.
  • Respira con il naso e non con la bocca. Ricorda che il tuo naso è un perfetto condizionatore dell’aria. Grazie alla sua struttura, infatti, cambia la qualità dell’aria immessa per renderla idonea all’ambiente polmonare. Trattiene le impurità, riscalda l’aria e la umidifica. Pertanto cerca di pulire bene il tuo naso con un fazzoletto.

 

Ora inizia la tecnica:

 

Prima di tutto Espira normalmente, utilizzando il tuo naso.

 

Poi inizia ad inspirare lentamente e profondamente …

e lascia espandere, in un unico movimento armonico, il basso addome e l’alto addome.

Poi, continuando a inspirare … dilata la gabbia toracica, senza forzare.

Preparati infine a riempire completamente i polmoni fino agli apici, sollevando il petto e le clavicole, senza contrarre i muscoli del collo e del viso.

Hai appena terminato l’Inspiro completo volontario.

 

Ora devi realizzare l’Espiro, sempre in modo completo e volontario.

Inizia ad espirare lentamente e profondamente…

e lascia scendere, con una gradualità progressiva, le clavicole e il petto.

Poi ritrai gradualmente la gabbia toracica…

Rilassa la muscolatura dell’alto addome…

e infine, per espellere il residuo d’aria dai polmoni, attiva maggiormente i muscoli del basso addome, o pelvici, risucchiandoli dolcemente verso l’interno del corpo.

Hai così terminato il tuo primo respiro completo volontario!

 

Prova ancora.

Inspira, lentamente, profondamente e completamente.

Espira, lentamente, profondamente e completamente.

La respirazione completa deve continuare ad essere profonda, lenta, silenziosa e facile.

Continua allo stesso modo, con la tua volontà, senza forzare e lascia che la tua attenzione resti piacevolmente assorbita nell’atto respiratorio.

 

La mente riposa se educhi il tuo respiro, e se il respiro rallenta, anche la fluttuazione del mentale rallenta, e puoi osservare lo spazio tra un pensiero e l’altro.

Questo spazio, nel tempo, si allunga, permettendo di incontrarti nel silenzio profondo.

 

Tu sei tutto ciò: corpo, respiro, mente.

 

Sei qui ed ora. I rumori si allontanano.

Ti senti corpo, respiro, mente e vibrazione. Ti senti corpo, respiro e coscienza di esistere.

Probabilmente hai scelto una strada per educarti alla felicità!!!

Completa la tua esperienza con una espirazione completa… e poi recupera il tuo respiro spontaneo.

 

Resta ancora nella medesima posizione, mantenuta durante la pratica, per raccogliere immediatamente il racconto del corpo e del tuo mondo interiore.

Lascia che le informazioni emerse rimangano nella tua memoria, come testimonianze di nuove opportunità da condividere con te stesso.

Lascia che l’intelligenza del tuo corpo, grazie al metodo del respiro completo volontario, si predisponga a farti diventare sempre più forte, sempre più in salute, sempre più felice.

 

Per completare questa ricetta del benessere, serve la posologia, e cioè il sapere quante volte assumere questa “medicina particolare”

 

Ti suggerisco quindi di utilizzare la tecnica respiratoria per TRE VOLTE AL GIORNO, al risveglio mattutino, a mezza giornata e prima del pasto serale e, ogni volta, farai almeno TRENTA RESPIRAZIONI.

 

Non mi resta che augurarti una Buona Pratica.