SEQUENZA DI NADI SUDDHI • Loredana Ghiotti
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SEQUENZA DI NADI SUDDHI

Una proposta di posture e di contributi respiratori per tenere efficiente la distribuzione della forza vitale in tutto il sistema psico-energetico.

Cosa significa NADI.

Nadi significa “canali”, che, secondo la fisiologia mistica del tantrismo, percorrono il corpo umano portando l’energia (prana) in forma di soffi.

Tale energia non è da confondere con l’energia cosmica e divina, che risiede nei chakra (ruote o cerchi di potenza), situati in numero di sei lungo l’asse della colonna vertebrale ed il settimo alla sommità cranica.

L’Hathayoga-pradipika, uno dei testi tradizionali di cultura yogica, afferma che le Nadi sono 72.000, ma quelle che svolgono un ruolo fondamentale nello Yoga tantrico sono solo tre:

Ida, Pingala e Susumna.

Ida = ha origine dal bulbo (Kanda), situato tra genitali e ano e sfocia nella narice sinistra.

Pingala = ha origine dal bulbo (Kanda), situato tra genitali e ano e sfocia nella narice destra.

Susumna = ha origine dal bulbo (Kanda), situato tra genitali e ano e passa all’interno della colonna vertebrale e sfocia nel brhama-randhra, situato alla sommità del capo.

Tutte queste tre Nadi hanno la bocca rivolta verso il basso e sono simili a steli di loto, si appoggiano alla colonna vertebrale e hanno forma di sole, di luna, e di fuoco. Il punto di incontro delle tre nadi viene assimilato al punto di incontro dei tre fiumi sacri dell’India: Ganga, Yamuna e Saraswati, nella città santa di Prayaga. La concentrazione dello Yogin ha pertanto il medesimo potere salvifico del pellegrinaggio e del bagno rituale nella città santa.

Cosa significa SUDDHI

Suddhi significa “purificazione” dei canali del corpo sottile. Tale purificazione avviene attraverso una serie di cerimonie pulitorie del corpo, delle direzioni, del luogo.

Avviene anche attraverso la sequenza di posture proposta, al fine di preparare convenientemente alle tecniche yogiche tradizionali, in modo che le stesse possano apportare tutti i benefici descritti.

 

 

SEQUENZA

Primo esercizio – pulizia dei canali inferiori

Seduti comodi su un supporto idoneo, se possibile raccogliere le gambe verso il corpo, e prendere in considerazione la gamba destra ed eseguire con la stessa questa procedura:

  1. con la mano destra afferrare la punta del piede destro e, inspirando, allungare la gamba destra in avanti e verso l’alto…poi, espirando, riportarla verso il corpo ripiegata… ripetere il movimento per 6 volte…al settimo allungamento restare statici con la gamba destra in allungamento attivo per 10 respiri spontanei. (se la collaborazione del braccio destro crea qualche disagio, utilizzare una cintura per mantenere la gamba allungata, facendola passare attorno al piede destro)
  2. al termine dell’allungamento attivo, riportare la gamba destra ripiegata verso il corpo e tenerla in braccio, senza sforzo (la mano destra sostiene il ginocchio destro e la mano sinistra sostiene il piede destro). Portare il respiro, lento e profondo, all’altezza dell’inguine destro, dell’anca destra, del lato destro del perineo e della coscia destra, cercando di far respirare queste aree. Questo è il momento fondamentale di tutto l’esercizio, in quanto è la fase di pulizia profonda. Mantenere la postura stabile per 10 respiri…poi riporre la gamba a terra, a riposo.

Ascoltare la differenza tra una gamba e l’altra.

Ripetere la stessa esperienza per la gamba sinistra, con la stessa modalità e con il tempo suggerito.

Al termine ascoltare l’effetto finale dell’esperienza su entrambe le gambe.

Scrollare le mani e le braccia per togliere fatiche muscolari residue.

 

 

Secondo esercizio – pulizia dei canali mediani

Seduti comodi con un supporto idoneo, procurare un secondo supporto (cuscino o coperta arrotolata), raccogliere le gambe verso il corpo o mantenerle allungate davanti al corpo.

Mettere il secondo supporto al lato destro del corpo e appoggiarci sopra il palmo della mano destra, mentre la mano sinistra rimane appoggiata al ginocchio sinistro…

Tenere la schiena dritta e morbida…

Ora…iniziare a spostare il busto, il collo e la testa in piegamento laterale verso destra…

Il piegamento è di natura passiva, senza sforzo…cercando di rispettare i propri limiti…

Ascoltare il respiro spontaneo che si manifesta, in modo più presente, sul lato sinistro del busto…il lato allungato…in apertura…

(inspiro, si espande la muscolatura in senso orizzontale…espiro, si ritrae la stessa muscolatura)…

Rimanere in questa prima fase di ascolto per almeno 5 respirazioni…

Poi, se possibile, allungare il braccio sinistro in alto e portarlo a mezza luna sopra la testa, appoggiando la mano sinistra sulla sommità del capo…

Percepire ora l’andatura verticale del respiro spontaneo, il respiro sembra massaggiare tutta la parte sinistra della colonna vertebrale (inspiro…dal basso in alto, espiro…dall’alto in basso)…

Rimanere in questa seconda fase di ascolto per 5/10 respiri, a seconda delle possibilità personali…

Al termine dell’esperienza…riallungare il braccio sinistro verso l’alto, e riportarlo a riposo.

Prepararsi a lasciare il piegamento laterale, risollevando il busto… dalla cintura del fianco sinistro, fino a raddrizzare tutto il busto, collo, testa…

Ascoltare se esiste una differenza tra il lato destro del busto e il sinistro, che ha vissuto l’apertura, l’allungamento.

Prepararsi a ripetere l’esercizio di piegamento laterale… per allungare, questa volta, il lato destro del busto…

Ripetere le due fasi sopra descritte, con le stesse modalità e lo stesso tempo respiratorio.

Al termine ascoltare il racconto simultaneo dei due lati del corpo…

 

Terzo esercizio – pulizia dei canali superiori

Seduti comodi con un supporto idoneo, appoggiare la schiena ad una parete o ad altro supporto (es: schienale di una sedia), tenere le gambe ripiegate verso il corpo, o allungate davanti al corpo, o scegliere un modo personalizzato. Resta importante comunque che la schiena sia in posizione dritta e morbida.

Portare l’attenzione su collo e testa…flettere il collo verso la spalla destra…e lasciare in allungamento passivo il lato sinistro del collo e della testa…non forzare…lasciare che sia la sola forza di gravità a lasciare andare il peso della testa verso il lato…

Portare in appoggio la mano destra sulla clavicola sinistra…cercare di enfatizzare in questa area il respiro (inspirando sollevare volontariamente la clavicola sinistra…espirando riabbassarla)…e continuare in tale modo per almeno 5 respirazioni volontarie…

Poi…togliere la mano destra…e continuare a mantenere l’attenzione sulla clavicola sinistra, sul lato sinistro del collo e sul tratto cervicale sinistro, sul lato sinistro del viso, sul lato sinistro della testa…

Lasciare che il respiro, ora spontaneo, continui a massaggiare queste zone nominate…

E restare nell’esperienza per almeno altri 10 ulteriori respiri.

Al termine…risollevare lentamente il collo e la testa…

Ascoltare la differenza tra un lato del collo e l’altro…

Prepararsi ora a ripetere l’esercizio piegando collo e testa verso la spalla sinistra…lasciando in allungamento passivo il lato destro del collo.

Ripetere con le stesse modalità e lo stesso tempo respiratorio.

Ascoltare poi la risposta dell’intero collo, del viso e della testa.

N.B.: questi tre esercizi possono essere eseguiti anche distesi supini, con un supporto morbido per la nuca e mantenendo le gambe ripiegate ad “M” (per il secondo e terzo esercizio). Per il primo esercizio mantenere una gamba ripiegata ad “M”, mentre l’altra lavora.

 

Quarto esercizio – pulizia dei canali posteriori

Le posture previste per sperimentare questa pulizia possono, a scelta, essere due:

foglia piegata semplice o posizione prona (a pancia in giù).

La posizione prona è suggerita per le persone che soffrono di disturbi alle articolazioni inferiori, o con disturbi al viso o alla testa.

Se viene scelta tale postura prona, si abbia cura di mettere una coperta ripiegata sotto all’addome, di tenere la testa ripiegata di lato, di tenere le braccia allungate ai lati del corpo e di tenere le gambe bene allungate a terra e divaricate, con le punte dei piedi verso l’esterno.

 

Foglia piegata semplice

Mettersi in ginocchio, preparare una coperta arrotolata da inserire tra glutei e talloni, e portare lentamente i glutei in appoggio sulla coperta… tenere il dorso dei piedi in completo appoggio sul tappeto, e appoggiare la fronte sulle mani aperte e sovrapposte…

Ora il corpo è in posizione raccolta…la parte anteriore chiusa, l’addome viene massaggiato grazie all’appoggio sulla parte anteriore delle cosce, mentre la schiena è morbidamente allungata…

Mantenere ora la consapevolezza su tutta la muscolatura della schiena…e incominciare a farla respirare in modo volontario: inspirare profondamente… ed espandere la muscolatura partendo dalla colonna vertebrale fino ai lati più esterni della schiena stessa…

Espirare lentamente…e ritrarre la stessa muscolatura…dai lati esterni fino alla percezione della colonna vertebrale…

Continuare ad enfatizzare il respiro per almeno 6/7 respirazioni lente, profonde e volontarie…lasciando che questo massaggio possa penetrare in profondità…

Poi…recuperare il respiro spontaneo…mantenere sempre l’attenzione sulla schiena…e lasciare che la postura e il respiro possano pulire tutta la schiena, tutta la colonna vertebrale, e il midollo spinale.

Restare in questa fase interiorizzante per altri 10 respiri.

Al termine dell’esperienza…appoggiare il palmo delle mani sulle ginocchia…fare un po’ di forza…e risollevare tutto il busto e la testa…

Sedersi in posizione comoda…e ascoltare l’effetto finale.

 

Per chi sceglie la posizione prona, l’uscita dalla stessa, deve avvenire in tale modo:

mettere la fronte a terra…portare le braccia ai lati del petto…fare forza sul palmo delle mani…sollevarsi sulle quattro zampe…e portarsi in posizione seduta comoda.

 

N.B.: durante l’esecuzione degli esercizi sopra descritti è consigliato l’utilizzo del respiro attraverso le narici, sia per un respiro spontaneo che per un respiro volontario.

 

Buona pratica… e buon Suddhi!!!

 

OM SHANTI